Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi. Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.
…Ebbene sì. Esattamente 14 anni fa (settimana più,settimana meno)avvenne qualcosa di straordinariamente surreale,che vide[ovviamente] me, come protagonista [o forse dovrei dire “antagonista”] !
Primo piano di un palazzotto grigio perla à in un allegro appartamentino abitato da una famigliola (la mia), altrettanto allegra:
BABBO: Mamma,allora noi andiamo al mare. ;) Ci vediamo più tardi!!Ehi tu (rivolgendosi a me con fare divertito ^__^) dai un bacio a mamma e corri in macchina.
IO (una bimba paffuta, simpatica e tanto piccina) : Shmuaaacck!Ciao mammina!
MAMMA (che in questa storia per sua fortuna non c’entra nulla^__^’) : mi raccomando pangolina (è così che mi chiama sin da quando mi concepì -.-) non fare guai e tieni d’occhio papà ;) Shmuaccckk!
[e come vorrebbe che lo tenessi d’occhio appapà?mah…]
IO:occhei.Ciao!sfhummm (via, verso la macchina)
…qualche ora dopo. Mare à sabbia àla odio, ora… à ma quand’ero piccola, no…ehehehe.
BABBO: ti piace qui?ora mettiamo l’ombrellone e ci prendiamo un bel succo di frutta fresco fresco. Ti va?
IO: siiiiiiiiii…vuoi una mano?
BABBO:naaah, babbo è un uomo forte!Grazie comunque,tu mettiti le ciabattine e siediti lì. In quella busta ci sono le palette e il secchiello; stai attenta ai signori però eh…non far finire la sabbia sui loro asciugamani. (sorride ai signori ‘vicini di ombrellone’ e gli augura il buongiorno… (°__°) …a me non l’ha detto ‘buongiorno’ (°__°)! ) [Credo l’abbia fatto per prevenire qualsiasi eventuale figuraccia da me causata in seguito,con i miei giochi marittimi. Fa bene!Dopotutto è un uomo forte,sa come comportarsi in ogni situazione. Il MIO papà :D ahaaaa!]
IO: si papà,non ti preoccupare,tu fai amicizia coi signori,io vado a riempire issecchio.Torno subbito.
BABBO: (guarda i signori imbarazzato,sorride,poi si volta verso di me) beh,fai presto però che il succo aspetta…e la crema pure.
IO: che crema?
BABBO: la crema per non farti diventare un’aragosta, Cuoredolce.
IO: ahahahaha…uhauhauahuahauahuhauahua (mi reggo il pancino giallocostume con tutte e due le mani… e rido a crepapelle. Che Babbo simpatico che ho ^__^!) [il secchiello è decisamente uscito di scena] che scemo papàààà!corro corro,non mi piacciono le aragoste. Ahahahaha.
Riempio il mio secchiello in tempo record,e torno affaticata dal mio papà.
BABBO: che razzo!
IO: visto? detto fatto J Allora, questa crema?
BABBO: eccoci.
Mi unge ben bene di quella crema biancastra e profumata di carote e fiori…crema s o l a r e, ha detto la signora [come chi?la signora a cui non devo sporcare il telo da mare!]
IO: e se scivolo?
BABBO: scivoli?
IO: siiì papàà…scivolo, me l’hai messa anche sottipiedi. -.-
BABBO: ah .__. ! Mannooò,sulla sabbia non si scivola, Cuoredolce. Metti i piedini all’ombra così non ti scotti sulla sabbia bollente e vedrai che, fra poco, l’olio andrà via.
IO: via?? E, che me lo hai messo a fare?
BABBO: -.- …… allora io adesso mi metto un po’ a leggere, va bene? Tu che fai?
IO: una buca :D . Anzi, un ponticello…… no… .__. Non lo so ancora, veramente. Appena decido te lo dico, occhei?
BABBO: come vuo…
IO: aaaaaaaaaaaaaaaah,faccio le ricottine* ^__^. Vuoi farle anche tu con me?
BABBO: …
IO: papàààààààààà….anzi, anzi (saltello) giochiamo al bar?
BABBO: giochiamo al bar?
IO: siiiiì, io faccio le ricottine e poi tu entri e mi dici quello che vuoi…occhei?
BABBO: me lo dici tu quando devo entrare?
IO: evvaiiiiiii. Si, si te lo dico io.
BABBO: …
IO: …
BABBO: …
IO: …mmm…mMmMmm… (canticchio a bocca chiusa la canzone del centro estivo)[quella della bella lavanderina…che poi si da il bacio al bambino più bello per intenderci.]
BABBO: ehi barista, posso entrare o no?sto morendo di sete.
IO: cosa?ah…papà, cavolo, mi ero dimenticata di dirtelo. Non giochiamo più al bar. Sto facendo una buca J
BABBO: … -.- AH!!...e…allora io mi metto a leggere qui, va bene?
IO: e uffaaaa,ma tu dici sempre sì e poi?...non vuoi mai giocare commè. Lo sapevo che non dovevo venire ammare cottè.
BABBO: (deluso e dispiaciuto,con quella sua faccia da baci,che se solo potessi tornare indietro a 14anni fa lo stritolerei di abbracci) ahaha ma, Cuoredolce…io stavo aspettando per entrare, mica me ne sono andato. Quando hai finito me lo dici e io vengo a prendermi una gassosa al tuo bar. Nel frattempo leggo un pochino. O no? Il tempo è prezioso. J
IO: uff..e va bene. Sempre ragione tu, vuoi avere. Ti chiamo io,…leggi tu…
BABBO: ahah, Cuoredolce. (mi bacia e si mette a leggere bello disteso sul suo telo enorme)[che poi è grande quanto una mattonella a vederlo adesso]
Scavo,scavo,scavo…prendo la sabbia e la butto alle mie spalle con un tale vigore da intimorire un muratore.
Dopo circa 10 minuti di scavaggio à scavo ancora; è profonda quasi mezzo metro questa buca, devo poterci entrare io, altrimenti come lo faccio il bancone del bar? à dunque continuo a scavare energicamente.
BABBO: MA…
IO: (mi volto e quasi non riesco a vederlo. E’ praticamente seppellito dalla mia sabbia K ops…) papà?(chiedo incerta…è lui o non è lui sotto a quella spiaggia in miniatura?)
BABBO: ma…(e, nel mentre, sputacchia sabbia…)
IO: K … :-O…(*-*) scusa papà… NON TI AVEVO VEDUTO!
* per chi non lo sapesse (…) le ‘ricottine’ non sono altro che il risultato di un bicchiere di plastica pieno di sabbia bagnata, capovolto su un piano di sabbia asciutta. Ricottine altrimenti dette Torri
FINE
Signori e signore,probabilmente a voi questo piccolo raccontino non fa ridere. Ma è uno dei ricordi più vividi che ho delle estati con il Babbo, da piccina. Ed ormai il “NON TI AVEVO VEDUTO” è diventata la frase che mi contraddistingue più di ogni altra in famiglia.
BUONE VACANZE, giovini J
CHE IRONIA
QUESTA MALATTIA
CHE NON MI FA DORMIRE
CHE NON VA' PIU' VIA
CHE IRONIA
SENTIRSI DIRE
CHE NON C'E' NIENTE DA FARE
PER GUARIRE
NON C'E' DOTTORE NON C'E’ DOTTORE
NON C'E' DOTTORE NON C'E' DOTTORE

CHE IRONIA
"IN BALIA"
DI UNA BAMBINA PREPOTENTE
IO GRANDE GROSSO E INTELLIGENTE
CHE IRONIA
QUESTA MALATTIA
CHE NON MI FA DORMIRE
CHE NON VA PIU' VIA
NON C'E' DOTTORE NON C'E' DOTTORE
NON C'E' DOTTORE NON C'E' DOTTORE
La moglie sorda
Un uomo telefona al medico di famiglia.
“Ricardo,sono io, Juliàn.”
“Ah, ciao! Che cosa mi racconti, Juliàn?”
“Beh,ti telefono perché sono preoccupato per Maria.”
“Come mai?”
“Sta diventando sorda.”
“Ma come sta diventando sorda?”
“Si, davvero. Ho bisogno che tu venga a visitarla.”
“Beh, in genere la sordità non è una malattia improvvisa e neanche acuta; lunedì portala in ambulatorio e la visiterò.”
“Ma tu credi che possiamo aspettare fino a lunedì?”
“Come hai fatto ad accorgerti che non ci sente bene?”
“Beh…la chiamo e non risponde.”
“Potrebbe essere una cosa da niente,magri le si è formato un tappo nell’orecchio. Facciamo così: proviamo a scoprire il livello di sordità di Maria.Dove ti trovi adesso?”
“In camera da letto.”
“E lei dov’è?”
“In cucina.”
“D’accordo. Chiamala da dove ti trovi.”
“Mariiiiiiiaaaaaaaaaaaaaa…!No, non mi sente.”
“Va bene. Ora avvicinati alla porta della camera da letto e grida il suo nome dal corridoio.”
“Mariiiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…!No, niente da fare.”
“Aspetta,non ti disperare. Và a prendere il telefono senza fili e avvicinati a lei camminando lungo il corridoio e intanto continua a chiamarla,così vediamo quando ti sente.”
“Mariaaaaaa…! Mariiiiiaaaaaa…! Mariiiiiiiiiaaaaaaaaaa…! Non c’è santo. Sono davanti alla porta della cucina e la vedo. E’ di spalle e sta lavando i piatti, ma non mi sente. Mariiiiaaaaaa…! Non c’è santo.”
“Avvicinati ancora di più.”
L’uomo entra in cucina, si avvicina a Maria, le mette una mano sulla spalla e le grida all’orecchio : “Mariiiiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…!”.
La moglie si gira furibonda e lo apostrofa: “Che casa vuoiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?????Che cosa vuoi,che cosa vuoi,che cosa vuoiiiiiiiiii…?! Mi avrai chiamato dieci volte e dieci volte ti ho risposto “che cosa vuoi”. Stai diventando sempre più sordo, non so perché non vai dal medico una buona volta.!”

